venerdì 28 maggio 2010

Il Microcredito di Kiva

Per cominciare a parlare del microcredito cito volentieri Wikipedia: “Il microcredito è uno strumento di sviluppo economico che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione.”


L’ideatore del microcredito è Muhammad Yunus che ha ottenuto il premio nobel per la Pace nel 2006 proprio per l’alta valenza sociale del suo lavoro in questo settore.


Il Microcredito di Kiva




Dal suo punto di vista di banchiere, ha saputo creare un sistema che andasse verso le persone più povere e disagiate. Il Nobel è per la Pace, perché la pace sociale si ottiene valorizzando strumenti, tra loro diversissimi, ispirati all’uguaglianza di tutti gli uomini. Aver permesso a milioni di persone di accedere al credito – un lusso spesso riservato solo ai ricchi – è sicuramente un passo in quella direzione.

Kiva è un organizzazione il cui pay-off recita: “loans that change lives”. Prestiti che cambiano la vita.

Kiva funziona come un social network dedicato al microcredito. Ci sono coloro che prestano il denaro e ci sono gli imprenditori che ne beneficiano
La chiave è connettere persone al di fuori dei circuiti bancari, nei quali uno di solito ottiene credito solo se ha già soldi. Kiva è un social network di microcredito che si basa sulle seguenti premesse:
- Le persone sono generose per natura e aiutano gli altri se se ne offre l’occasione in una maniera trasparente.
- I poveri sono molto motivati e possono ottenere successo quando gliene viene data l’opportunità
- Mettendo in contatto le persone possiamo creare relazioni che vanno oltre le transazioni finanziarie e costruire una comunità globale, esprimendo supporto e incoraggiamento l’uno con l’altro.

Kiva promuove:
- Dignità: incoraggia le relazioni di partnership opposte alle relazione di  beneficienza. Le relazioni di partnership sono caratterizzate da mutua dignità e rispetto.
- Responsabilità : i prestiti incoraggiano piu’ responsabilità rispetto alle donazioni, per le quali non è previsto la restituzione dei fondi.
- Transparenza: il sito di Kiva è una piattaforma open dove la comunicazione puo’ fluire liberamente intorno al mondo.

Fino a Novembre 2009, Kiva ha permesso l’erogazione di prestiti per oltre

100 milioni di dollari.

Tra le varie associazioni che utilizzano il microcredito, ho già avuto occasione di parlare della Fondazione Pangea Onlus che per sostenere i suoi progetti utilizza proprio lo strumento del microcredito. Mi piace ricordarlo, anche per la grande valenza del lavoro svolto per valorizzare la donna come moltiplicatrice di benefici e portatrice naturale di pace.

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lunedì 24 maggio 2010

Costruire con la paglia



"Meglio ridere in una casa di paglia
che piangere in un castello"
(antico proverbio giapponese)




La Boa è un'azienda agricola nonchè fattoria didattica in provincia di Venezia che ha una particolarità: la costruzione è interamente fatta di legno e paglia. Sul sito ci sono anche le specifiche tecniche per capire come è stata costruita. L'adozione del materiale utilizzato, rende la costruzione di case in paglia antisismiche per natura. Oltre alla caratteristica di essere antisismica, la paglia permette di sottrarre CO2 all'atmosfera, è un ottimo isolante termico e fonico, nonché un’ottima resistenza al fuoco (la qual cosa è veramente curiosa, ma anche certificata).



Esiste un'associazione europea di costruttori con balle di paglia, di cui l'azienda agricola La Boa fa parte. La parola chiave per cercare risorse in inglese è "Strawbale building".

Il progetto si ispira ai principi della Permacultura, che è - citando la pagina principale del sito dell'Accademia Italiana di Permacultura - "un processo integrato di progettazione che dà come risultato un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico. Applicando i principi e le strategie ecologiche si può ripristinare l'equilibrio di quei sistemi che sono alla base della vita. La Permacultura è la progettazione, la conservazione consapevole ed etica di ecosistemi produttivi che hanno la diversità, la stabilità e la flessibilità degli ecosistemi naturali".

La Boa la trovate anche su facebook.

Di recente si è costituita l’Associazione Italiana Edilizia in Paglia (Edilpaglia) che si occupa della diffusione delle tecniche costruttive che utilizzano la balla di paglia quale suo principale materiale ed, assieme ad essa, altri materiali naturali quali argilla e calce. Sul sito dell'associazione trovate tutti i buoni motivi per costruire in paglia.


Paglia, materiale sostenibile



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mercoledì 19 maggio 2010

Drill, Baby, drill?

Pubblico il video "The Gulf Oil Spill" di

Friends of Earth


DEEPWATER HORIZON


"In March, 2010 President Obama announced plans to open up huge swaths of the Atlantic, Gulf, and Alaskan coasts for offshore drilling exploration.

For more than twenty years, these areas had been off limits due to presidential and congressional moratoriums on offshore drilling. President Obama has since suspended offshore drilling authorizations in these areas while a report on the Gulf of Mexico oil spill is generated, and his staff has indicated that this spill could cause President Obama to reverse course on offshore drilling"
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documento in PDF.

If we listen to slogans, more disasters will follow



Saremo capaci di fermare l'insostenibile industria del petrolio?


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lunedì 17 maggio 2010

Donna: Sostenibile vita


(La semplicità di un diritto)

Questo post non parla di ambiente naturale ma di quello sociale. E in particolare di un ambito sostenibile dell’ambiente sociale: una Fondazione Onlus che si occupa delle donne.



La fondazione Pangea Onlus mette al centro della sua azione i diritti umani, in particolare con progetti mirati al sostegno economico e morale delle donne. Per la loro emancipazione. Non a caso il claim del sito è “La vita riparte da una donna”.



Preso dalla pagina “Chi siamo” sul sito di Pangea Onlus si può leggere che l’obiettivo della fondazione è “favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro-finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito”.

Ho conosciuto Pangea Onlus ascoltando Luca Lo Presti, presidente della Fondazione, durante la trasmissione numero 100 di Passengers su Lifegate. La storia di Laila, che Luca ha presentato, è paradigmatica. Donna afghana, la sua condizione in vita equivaleva in pratica ad essere socialmente morta: costretta a vendere il suo corpo per sostentare 5 figli, viveva in una casa che erano tre muri ed un tetto di cellophane. Il fatto di vendere il proprio corpo la esponeva al rischio tangibile e serio di essere uccisa sul posto. Bastava che un cliente dicesse che era stata lei a provocare. L’incontro con Pangea e la partecipazione di Laila alle attività la esponeva ancora a rischi molto gravi. Luca lo fece presente a Laila, ma lei rispose che era già morta e che non le importava dei rischi. Oggi, dopo sette anni di lavoro, partiti da un progetto di microcredito, Laila è inserita nel progetto di Pangea con ruoli di responsabilità.

Coglievo - nelle parole di Luca Lo Presti trasmesse dal Magic Bus - la soddisfazione e l’orgoglio per questo conseguimento e devo dire che la storia colpisce. Un lavoro ben fatto. Approfitto per fare i complimenti per l’aiuto concreto e la speranza donata attraverso i gesti e i fatti. Oggi la fondazione Pangea Onlus, partita nel 2002, è una realtà importante e un punto di riferimento per le donne e la loro emancipazione.

Troppo spesso si dimentica che- come dice Eugenio Finardi in una canzone – “uomo e donna, in fondo, sono uguali” (pari diritti e pari doveri). Ma l’uomo occidentale, quello "moderno" e "ricco", spesso prevarica la donna mutuando immutabile una relazione uomo-donna che non ha senso di essere in una società come quella in cui ci troviamo a vivere. Ribadire l’uguaglianza (e la volontà di uguaglianza ) tra uomo e donna è importante: anche per questo il lavoro di Pangea è fondamentale.



Non di solo di donne afghane si occupa la fondazione Pangea Onlus. Tra i progetti sparsi nel mondo vi sono progetti anche in Italia, dove si può ricordare il dato sconcertante di quasi sette milioni di donne che hanno subito un abuso nella loro vita Qui trovate la pagina relativa al PangeaProgettoItalia.

Voglio chiudere citando un’altra frase che si può trovare sul sito: "Una Donna è una moltiplicatrice di benessere nella società in cui vive, è il nodo di una rete sociale e di solidarietà."



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venerdì 14 maggio 2010

La storia delle cose

Il sito di The Story of Stuff è legato a un progetto di sensibilizzazione per un mondo sostenibile a partire dalle logioche di produzione e distribuzione. Ci trovate un'eccellente presentazione (direi iconica) in inglese che punta il dito contro il sistema di produzione com'è congegnato, facendo vedere che le presentazioni dei flussi della merce (risorse naturali, lavorazione, distribuzione, consumo e tratttmento dei rifiuti) tendono ad essere asettici, perchè non calano detti flussi nella realtà sociale, culturale e umana in cui in realtà si trovano ad essere.










Inoltre un'accusa viene rivolta contro la grande distribuzione e di come pubblicità e marketing forzano le persone a continuare a comprare cose sulla base di stigma e accettazione sociale.


La presentazione di The story of Stuff si conclude con una nota finale ottimista sulle possibilità di cambiare e rendere i flussi più ecologici. Possiamo essere d'accordo con l'ottimismo, dal lato della volontà, a patto di restare pessimisti con la ragione e lottare ogni giorno perchè queste cose possano effettivamente succedere: un futuro più verde per tutti. Ma tenendo ben presente che ci sono tante persone (organizzate in oligarchie) che guadagnano dallo status quo. E che l'ottimismo sarà pure il profumo della vita, ma quando ti scorre un fiume avvelenato dagli scarichi industriali è il puzzo che senti.



Nel sito ci sono altre presentazioni interessanti:

  • The Story of Electronics
  • The Story of Bottled Water
  • The Story of Cap & Trade



E c'è anche il blog e anche materiali per diffondere i concetti legati a questo progetto. Il sito è disponibile anche in altre lingue.

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martedì 11 maggio 2010

Deepwater Horizon, una cronologia

"Deepwater Horizon. E' l'ora delle inchieste"
(di Stefano Carnazzi, da
LifeGate.it)

10 maggio: si aprono le inchieste condotte congiuntamente dal Minerals Management Service (MMS) e dalla US Coast Guard (USCG) per identificare i fattori che hanno condotto al disastro.



Nuova stima dei danni: 10 miliardi di dollari.

10 maggio
I responsabili dell'indagine sono David Dykes del MMS e il capitano Hung Hguyen della USCG. Le due organizzazioni condividono la giurisdizione sulle acque extraterritoriali e hanno già stilato un memorandum su ruoli e responsabiiltà. La prima udienza pubblica è fissata per l'11 maggio, ore 8 a.m., a Kenner, Louisiana. Intanto, il Financial Times pubblica nuove stime: BP detiene il 65% della licenza areale Mississippi Canyon Block 252 insieme ad Anadarko (25%) e Mitsui (10%), responsabili in proporzione alle loro quote. Ai 350 milioni già spesi, si sommano le spese per le operazioni di superficie e i solventi, 6 milioni di dollari al giorno. Inoltre, secondo la legge Usa, BP dovrà risarcire il danno ecologico e rimborsare la guardia costiera e le altre agenzie governative.


9 maggio
BP valuta come procedere, dopo che un accumulo di gas nella cupola ha costretto gli ingegneri a sospendere le operazioni per posizionare la camera a quattro piani sulla falla, la migliore soluzione a breve termine trovata dalla compagnia per fermare la perdita. La cupola è stata lasciata sul fondale. La riflessione potrebbe prendere un paio di giorni. Dalla falla si riversano in acqua almeno 5.000 barili di greggio al giorno.

7 maggio
Nonostante l'apposizione della cupola, si disperdono 5000 barili di greggio al giorno. Il team d'emergenza tenta un nuovo incendio controllato. Crescono le preoccupazioni per i solventi ("chemical dispersant") usati per sciogliere il greggio. The Guardian: "potrebbero causare mutazioni genetiche e cancro". New York Times: "è uno dei più grandi e aggressivi esperimenti sui solventi chimici mai condotti nella storia, forse del mondo”. Richard Charter, Defenders of Wildlife: "Non dico che non si debba fare. E' che non abbiamo buone alternative". Wired critica la decisione di usare il Corexit 9500 invece del Dispersit.

5 maggio
Bob Fryar, coordinatore degli interventi per conto della BP: "I dispositivi anti-perdite hanno un sacco di sistemi di emergenza, ci sono molte opzioni per chiudere. Nessuna di queste ha funzionato". Entro 4 giorni si conta di calare sulla perdita una cupola di cemento con in cima una tubazione che incanali il greggio in superficie con meno perdite. Un'altra cupola dovrebbe essere calata sula terza falla alla base del tubo, dai due ai quattro giorni dopo. La manovra (tagliare il tubo spezzato e tapparlo) dovrebbe essere eseguita da robot collegati con le navi appoggio in superficie ma è estremamente rischiosa: la pressione del petrolio è molto forte e tagliando il tubo il flusso potrebbe aumentare! Si pensa anche di scavare nuovi pozzi sul fondale per iniettare liquido pesante nella cavità del giacimento. Per il terzo giorno si sparge un solvente chimico sul petrolio appena fuoriesce dalla perdita principale. L'impatto sull'ambiente dei prodotti chimici usati per la bonifica tuttavia non è noto.

3 maggio
Continua alla borsa di New York la caduta a picco del valore delle azioni delle due aziende co-responsabili della piattaforma Deepwater Horizon: BP plc (NYE:BP) e Transocean Inc. (NYE:RIG) hanno perso, a partire dal 20 aprile, circa il 20% del valore. BP - 8 dollari per azione, Transocean - 18 dollari per azione, Anadarko - 3 dollari, Cameron Intl. - 7,50 dollari.

2 maggio
Una "catastrofe forse senza precedenti". Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, arrivato in Louisiana per un sopralluogo di persona nell’area, definisce così la marea nera che sta abbattendosi sulle coste. Il ministro dell’Interno Mike Salazar stima tre mesi solo per chiudere le falle. Il presidente di Bp America, Lamar McKay, intervenuto al programma "This Week", sull’emittente ABC, difende la sua compagnia: l’incidente è stato provocato "da un pezzo difettoso dell’equipaggiamento". La Guardia Costiera: impossibile quantificare il petrolio fuoriuscito.

30 aprile
La marea nera spaventa Obama. L'amministrazione Usa non autorizzerà nuove perforazioni petrolifere fino a quando non saranno accertate le cause dell'esplosione del 20 aprile a bordo della piattaforma colata a picco al largo della Louisiana provocando la marea nera nel Golfo del Messico. Lo ha detto David Axelrod, consigliere del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

29 aprile
Altro che 160.000 litri al giorno: secondo le ultime stime dalle tubazioni rotte stanno eruttando 800.000 litri di petrolio al giorno, il disastro potrebbe essere superiore a quello della Exxon Valdez in Alaska 21 anni fa. La macchia oleosa si avvicina al delta del Mississippi e verso le coste di New Orleans che potrebbe toccare oggi: lunga 150 chilometri e larga 70, è grande come la Giamaica ed è visibile dallo spazio.

28 aprile
La marea nera si espande e si decide di appiccare il fuoco per un incendio contenitivo. In questo periodo, inoltre, nel Golfo del Messico è in corso la stagione riproduttiva del tonno rosso e sta cominciando quella di quattro specie di tartarughe marine. Nell’area sono presenti sei specie di balene e la fascia costiera della Lousiana ospita circa oltre due milioni di ettari di paludi, un ecosistema ricco e complesso. Solo tra qualche mese, quando la conduttura sarà chiusa, si saprà quanto petrolio sarà stato sversato nel Golfo del Messico: potrebbe essere un disastro superiore anche a quello della Haven.

26 aprile
Al momento dell'incidente sulla Deepwater Horizon erano presenti 126 persone, 17 sono rimaste ferite. Si sono definitivamente concluse il 26 aprile (con esito negativo) le ricerche delle 11 persone disperse, riferisce la Cnn.

23 aprile
I voli di ricognizione della Guardia Costiera Usa rilevano una macchia di 30 km quadrati a circa 60 km dalle coste della Louisiana. Riprendono le operazioni di contenimento interrotte a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Insieme con le 32 navi inviate da BP, sul posto è in azione anche un robot sottomarino, operativo tra le 24 e le 36 ore. Il petrolio in queste condizioni si emulsiona con l’acqua e le operazioni di recupero sono difficoltose.

22 aprile
Dopo un incendio, e con i soccorsi resi difficoltosi da onde alte due metri e mezzo, la piattaforma affonda, con il riversamento di mille barili di petrolio al giorno nell'oceano. Il sistema di blocco automatico, che avrebbe dovuto arrestare il flusso in caso di incidente, non ha funzionato.

20 aprile
Situata a circa 80 chilometri dalla costa della Louisiana, la Deepwater Horizon, piattaforma petrolifera BP,estraeva 8.000 barili al giorno al momento dell'incidente. Un'esplosione ha causato un incendio, e un tubo di trivellazione connesso alla struttura sarebbe la causa della fuoriuscita del petrolio nell'oceano. La compagnia petrolifera BP invia 32 navi nell'area per le prime operazioni di monitoraggio.






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lunedì 10 maggio 2010

L'Illusione Nucleare



L'intervista comincia al minuto 1:52.

(fonte: canale FeltreCinqueStelle, Movimento 5 Stelle di Feltre)
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martedì 4 maggio 2010

Preparate le vostre bici!

Domenica 9 Maggio si festeggia in Italia la prima Giornata Nazionale della Bicicletta, un mezzo sostenibile che va valorizzato.
Staccate la vostra bici dal muro e controllate che tutto sia a posto. Poi andate dove volete, rigorosamente in bici.



Alcune risorse dove prendere spunto per organizzare la vostra giornata.

Il sito di Bimbimbici.

Il sito di Ciclobby.

Il sito del FAI (Fondo Ambiente Italiano).

Il sito ufficiale del miniestro dell'ambiente dedicato alla giornata nazionale della bicicletta.
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