venerdì 30 aprile 2010

martedì 27 aprile 2010

Ecocidio, crimine contro la pace



Propongo qui una mia traduzione di un articolo apparso il 9 Aprile su The Guardian (versione on-line). Vi si parla di ECOCIDIO, categoria penale applicabile tanto al disastro della DeepWater Horizon quanto a piccoli e grandi episodi di consumo delle risorse naturali. Per fare un esempio, il consumo del territorio in provincia di Milano.


Un’attivista inglese spinge sull’ONU affinchè accetti l’”Ecocidio” come crimine internazionale.





la proposta di dichiarare la distruzione di massa di un ecosistema crimine parificato al genocidio è stata lanciata da un avvocato


Una campagna per dichiarare crimine contro la pace la distruzione di massa di ecosistemi – al pari di genocidio e crimini contro l’umanità - è stata lanciata nel Regno Unito.

La proposta per le Nazioni Unite di accettare l’”Ecocidio” come quinto “crimine contro la pace” che può essere perseguito in sede della
Corte Penale Internazionale, è merito dell’avvocato britannico (diventata attivista) Polly Higgins.

L’idea radicale avrebbe profondo effetto sulle industrie accusate di arrecare danno all’ambiente come quelle dei carburanti fossili, delle miniere, dell’agricoltura, chimica e del legname.

I sostenitori di una nuova legge sull’Ecocidio credono anche che potrebbe essere usata per processare coloro che negano l’esistenza di problemi sul clima e che distorcono scienza e fatti per scoraggiare elettori e politici a attivarsi contro il riscaldamento globale e il cambiamento del clima.

“L’Ecocidio è in essenza la antitesi vera della vita” dice Higgins “Porta all’esaurimento delle risorse e dove c’è una escalation di esaurimento delle risorse, la guerra segue subito dopo. Dove questa distruzione è direttamente legato ad azioni dell’umanità,l’ecocidio può essere visto come crimine contro la pace”.

Higgins, un ex avvocato londinese specializzato in problemi legati al mondo del lavoro, ha già avuto successo alle Nazioni Unite con la Dichiarazione Universali dei Diritti Planetari, modellata sulla dichiarazione dei Diritti Umani. “Il mio punto di partenza era “come possiamo creare una regola doverosa nel curare il pianeta, un obbligo preventivo a non fare del male al pianeta?”

Dopo un lancio riuscito alle Nazioni Unite nel 2008, l’idea è stata adottata dal governo boliviano che proporrà un voto a sessione plenaria e Higgins ha preso in mano la sua campagna contro l’ecocidio.

L’ecocidio è già riconosciuto dai dizionari, ma la definizione di Higgins con maggior rilevanza legale suona così: “La distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio, vuoi per azione umana o per altre cause, a tal punto che il godimento pacifico da parte degli abitanti di quel territorio sono diminuiti drasticamente”.

La Corte Penale Internazionale è stata istituita nel 2002 per crimini contro la pace: genocidio, crimini di guerra, crimini di aggressione (come ad esempio una guerra non provocata) e crimini contro l’umanità.

Higgins fa in modo che l’ecocidio si unisca a quella lista attraverso una semplice equazione: L’estrazione porta all’ecocidio, che porta all’esaurimento delle risorse e questo porta al conflitto. “Il collegamento è se tu continui a estrarre dalla tua proprietà, ci rimarrà ben poco e in breve andremo alla guerra sulla nostra proprietà, l’ultima che ci rimane” aggiunge Higgins che ha il supporto all’interno della Commissione Europea e dell’ONU e anche tra scienziati del clima, avvocati ambientalisti e gruppi di attivisti internazionali.

Sebbene ci sia un dibattito su quanto spesso si vada alla guerra su risorse come l’acqua, un numero crescente di importanti voci stanno discutendo il caso. Recentemente Sir David King, l’ex capo del gabinetto scientifico del Regno Unito, ha predetto un secolo di “guerre sulle risorse” e in risposta ad un report su conflitti a proposito di risorse da parte del gruppo Global Witness, Lesson Unlearned, l’ONU ha accetta molti degli argomenti.

Polemicamente Higgins sta suggerendo che l’ecocidio includa danni causati a qualsiasi specie, non solo quella umana. Questo, dice, fermerebbe i processi dall’essere fermati da lacciuoli legali sul fatto che siano colpiti degli esseri umani, come molti dei processi sull’ambiente si sono trovati ad essere. "Se tu imposti un crimine che è assoluto non puoi metterci anni a dibatterlo: prendi una porzione di suolo e se i test sono positivi allora è prova evidente di crimine”

Sotto una legge che preveda l’ecocidio, che sarebbe molto più potente perché sarebbe diretta contro individui e non contro società, le tradizionali compagnie energetiche dovrebbero diventare largamente compagnie che producono energia pulita, molte miniere estrattive dovrebbero essere ridotte o chiuse, la aziende chimiche che contaminano il suolo e l’acqua e uccidono la natura dovrebbero essere abbandonate e la deforestazione in larga scala non sarebbe possibile. "Sto soltanto rendermi conto e focalizzare con quanto sarebbe grande il cambiamento" ammette Higgins.

Higgins lancerà la sua campagna tramite un sito web -
thisisecocide.com – chiedendo il supporto globale per fare pressione sui governi nazionali per votare la legge proposta se accettata dalla commissione dell’ONU. La scadenza del testo è Gennaio e un voto è stato programmato su altri emendamenti per il 2012. Richiederà la maggioranza dei due terzi dei 197 stati membri per essere approvata.

Higgins spera che il sistema dell’ONU "un membro, un voto" aiuterà a superare l’opposizione di qualche nazione e interessi economici investiti. Crede anche che molti business vedono con favore una regolamentazione chiara perché temono un a reazione pubblica avversa nel futuro. A cita come, quando gli Stati Uniti entrarono nella WWII, i propri produttori di automobili – a fronte di una opposizione iniziale - fecero un numero di aerei 10 volte maggiore rispetto a quello richiesto originariamente. "Questo ti fa capire come l’industria può riconvertirsi molto velocemente”.


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lunedì 26 aprile 2010

Disastro Ambientale

La Deepwater Horizon della British Petroleum si è inabissata nel Golfo del Messico proprio nella Giornata Mondiale della Terra, 22 Aprile 2010. La grande macchia di olio si sta avvicinando alle coste della Louisiana. E' un disastro ambientale.



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L'acqua è un bene comune



E' partita la raccolta delle firme per i Referendum sull'Acqua Pubblica.
Sul sito della campagna referendaria trovate una breve guida ai quesiti referendari. Per sapere, firmare e votare informati.

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venerdì 23 aprile 2010

Giornata Nazionale della Bicicletta








Domenica 9 maggio 2010 ci sarà la prima Giornata Nazionale della Bicicletta. Maggiori informazioni sulla pagina dedicata nel sito del Ministero dell'Ambiente

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giovedì 22 aprile 2010

40 anni della Giornata Mondiale della Terra




Giovedì 22 aprile Pino Daniele suonerà davanti a migliaia di persone al Nat Geo Music Live 2010 a Rom al Circo Massimo. Il tutto sarà trasmesso in diretta anche su LifeGate Radio dalle ore 20.


Il concerto è organizzato in occasione dei 40 anni della Giornata Mondiale della Terra.






Sul sito di LifeGate trovate l'intervista integrale a Pino Daniele riguardante il concerto.



( Il concerto è trasmesso in diretta, oltre che su LifeGate Radio, anche sul canale 710 di Sky, sugli altri 17 canali Nat Geo Music presenti in Europa e in Asia nonché sui canali National Geographic Channel in circa 170 paesi. )


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mercoledì 21 aprile 2010

Idee che vale la pena diffondere

TED.com è un sito in lingua inglese che raccoglie video su Tecnologia, Design, Intrattenimento, Scienza, Cultura, Arte, Business e Ambiente.

Le conferenze di TED raccolgono i maggiori pensatori del mondo offrendo loro 4 giorni di stimoli a catena. Il risultato? Connessioni inattese. Approfondimenti straordinari. Potente ispirazione.

Ecologia

Una sezione è dedicata ai problemi dell’ambiente e alle soluzioni che si potrebbero adottare. Si va dalla Green Agenda di Norman Foster al mulino a vento di William Kamkwamba per alimentare radio e lampadine di un villaggio in Malawi.
TED Ideas worth spreading


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lunedì 19 aprile 2010

I diritti di Madre Terra

Comincia il 19 Aprile a Cochabamba, in Bolivia, la Conferenza Mondiale dei Popoli sul Cambiamento Climatico e i diritti della Madre Terra.

Sul blog della Conferenza (versione inglese e spagnola) potete trovare informazioni sui gruppi di lavoro, l'agenda dei lavori e i riferimenti per seguire la Conferenza da Internet. Da qui potete invce scaricare il documento finale della Conferenza (in PDF e in inglese) che verrà presentato durante i tre giorni.

I diritti di Madre Terra


L'incontro è stato indetto da Evo Morales Ayma, presidente boliviano, da sempre attento alle tematiche ambientali e alla promozione dei diritti e convinto che la soluzione dei problemi di cambiamento climatico deve essere assunta da coloro che ne soffrirebbero le conseguenze. Sarà un forum allargato, senza escludere i rappresentanti di vari popoli come invece è stato fatto nei summit istituzionali dei governi.

Dal blog: "More than 50 scientists, social movement leaders, researchers, academics and artists have agreed to speak on 14 panels including NASA scientist Jim Hansen, Bill McKibben, environmental journalist and leader of 350.org, Indian environmentalist Vandana Shiva, best-selling author Naomi Klein, Uruguayan writer Eduardo Galeano, Miguel D’Escoto, former President of UN General Assembly, Lumumba Di-Aping, former lead negotiator for the G77 along with leaders from leading environmental organizations and communities at the front line of climate change".

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venerdì 16 aprile 2010

L’acqua non si vende

Sabato 24 Aprile parte la raccolta delle firme sui tre quesiti referendari contro la privatizzazione dell'acqua pubblica.

E' una battaglia di alto profilo civile, in quanto è tesa a riaffermare che nessun interesse privato può essere messo davanti al bene comune.


Trovate risorse e informazioni sul sito Acqua Bene Comune.

Di seguito i tre quesiti referendari (depositati presso la Corte di Cassazione il 31 Marzo 2010).

Primo quesito
«Volete voi che sia abrogato l’art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria” convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n. 99 recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia” e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europee” convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166?»

Secondo quesito
«Volete voi che sia abrogato l’art. 150 (Scelta della forma di gestione e procedure di affidamento) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, come modificato dall’art. 2, comma 13 del decreto legislativo n. 4 del 16 gennaio 2008

Terzo quesito
«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?»

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giovedì 15 aprile 2010

Guerrilla Cleaning e kit del puli-mondo

Quante persone vedete gettare il mozzicone di sigaretta dal finestrino, quante i fazzoletti o pezzi di carta? Quante al semaforo mentre svuotano il posacenere dell’auto? Quante nell’atto di gettare carte di caramelle per la strada? Aggiungiamo che magari a volte dai bidoni della raccolta differenziata cade della carta che poi il vento si porta in giro e accatasta in punti che poi non vengono mai puliti. Annoveriamo anche i sacchetti di plastica che volano e si impigliano in posto dove la nettezza urbana non passa. Accadono molte altre cose, ma non vorrei dilungarmi e tediarvi.

Girando per le strade della mia città, vedo i molti punti in cui si accumulano i gesti dell’incuria di questa nostra modernità distratta. Gesti fatti quasi con noia. Gesti fatti con un menefreghismo che spaventa per le sue implicazioni sociali. Da dove arriva tutta questa incuria?

Hai voglia a metterti a raccogliere le cartacce, in nome dell’ecologia e dell’ambiente. Beh, io lo faccio, ogni tanto. Tanto che mi è venuta un’idea.

La mia idea, molto semplice, è quella di occuparsi di queste micro-discariche che si formano ai bordi della strada per eliminarle.




GUERRILLA CLEANING. Piccoli blitz di pulizia per promuovere una maggiore attenzione all’ecologia e che - con al loro presenza costante - preparino il terreno per le grandi manifestazioni come “Puliamo il mondo” di Legambiente, davvero encomiabili. I piccoli blitz di Guerrilla Cleaning hanno obiettivi diversi rispetto alle grandi manifestazioni: meno volumi magari, ma più visibilità per le strade delle nostre città. E promozione di una cultura attenta all'ambiente.





Ad esempio si decide che un giorno ci si occupa della strada che passa sopra la Tangenziale Est. Basta un’ora (in tre o quattro persone) e tutto torna pulito.


Ecco a voi strumenti, procedura e consigli per realizzare un blitz di Guerrilla Cleaning.

STRUMENTI (minimo):
- Guanti
- Abbigliamento comodo e da battaglia (meglio se si ha una tuta da lavoro o un camice)
- Scopa
- Raccoglitore
- Qualche sacco nero (per la differenziata ci si può organizzare dividendo le tipologie di spazzatura )
- Macchina fotografica digitale o videocamera

PROCEDURA (minima) per il Guerrilla Cleaning:

- Procedere alla registrazione della situazione prima dell'intervento
- Documentare le fasi della pulizia (il numero di foto dipende dalla complessità dell’operazione scelta)
- Inquadrare l’obiettivo raggiunto dopo l’intervento di Guerrilla Cleaning
- Una volta concluso il lavoro, postare tutto su blog e siti delle persone coinvolte

Ulteriori consigli per il Guerrilla Cleaning:

- Individuare un luogo ben determinato in cui effettuare la pulizia
- Calcolare quante persone o quanto tempo ci vuole
- Non disperdere le energie su un’area troppo grande (al limite si divide il lavoro in più riprese)



Fate circolare l’idea, aggiungete nei commenti altre cose che potrebbero migliorarla. E poi mettiamola in pratica. Un ambiente pulito è anche nelle nostre mani.

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domenica 11 aprile 2010

10 cose da fare (per fermare il riscaldamento globale)


Vuoi fare qualcosa per fermare il riscaldamento globale?
Qui ci sono 10 semplici cose che puoi fare e quanta Anidride Carbonica risparmierai all'ambiente facendole.


1. Cambia una lampadina
Rimpiazzare una lampadina normale con una compatta fluorescente, risparmierà all'ambiente l'emissione di 80 Kg di Anidride Carbonica all'anno.

2. Guida meno
Cammina, vai in bici o prendi i mezzi pubblici più spesso. 1 Kg per ogni chilometro in meno in automobile.

3. Ricicla di più
Roisparmierai all'ambiente l'emissione di 1200 Kg di Anidride Carbonica all'anno riciclando la metà di ciò che metti in spazzatura

4. Controlla le tue gomme
Tenere la giusta pressione nei pneumatici della tua auto fa migliorare la resa della tua macchina di più del 3%. Ogni litro di benzina risparmiato, evita il rilascio di 2Kg di Anidride Carbonica all'atmosfera.

5. Usa meno acqua calda
Ci vule molta energia per scaldare l'acqua. Usane meno, installando una doccia che usi meno acqua (150 Kg di CO2 risparmata per anno) e lavando i panni con acqua fredda o tiepida (250 Kg di CO2 risparmata per anno)

6. Evita prodotti con molto imballaggio
Puoi risparmiare 600 Kg di Anidride Carbonica se riduci del 10% la tua spazzatura.

7. Regola il tuo termostato
Solo abbassando di due gradi il tuo termostato di inverno e alzandolo di altrettanto d'estate puoi risparmiare 1000 Kg di CO2 all'anno.

8. Pianta un albero
Un singolo albero assorbe durante la sua vita una tonnellata di CO2.

9. Spegni i tuoi apparecchi elettronici
Se spegni il tuo TV, il tuo lettore DVD, il tuo stereo e il computer quando non li stai usando risparmierai all'ambiente migliaia di Kg di CO2 all'anno.

10. Passaparola
Se aiuti a diffondere questo decalogo, dài una mano vera all'ambiente. Condividi subito questi dieci punti e moltiplicherai gli effetti benefici.


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The Green Agenda
http://twitter.com/thegreenagenda
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venerdì 9 aprile 2010

Efficienza energetica degli edifici


  Il tema dell’efficienza energetica è una delle frontiere della riduzione del consumo di energia in vista del 2020 (data cardine del protocollo di Kyoto). Nei prossimi anni le istituzioni dei vari paesi membri dell’Unione Europea dovranno prevedere una serie di strumenti per dare corso alla direttiva europea in materia. La direttiva sarà vincolante per edifici di nuova costruzione e per quelli in cui verranno effettuate grandi ristrutturazioni. Sono previste, come in tutti i casi, alcune eccezioni come si può leggere più avanti.

Nel sito Europa.eu trovate la presentazione dell’argomento “Efficienza energetica”   

Vi sono quattro ambiti principali di applicazione della direttiva:
1. L’assunzione di una metodologia comune di calcolo del rendimento energetico integrato degli edifici  
2. La definizione dei requisiti minimi sul rendimento energetico degli edifici di nuova costruzione e degli edifici già esistenti sottoposti a importanti ristrutturazioni  
3. la disposizione di sistemi di certificazione degli edifici di nuova costruzione ed esistenti e l'esposizione negli edifici pubblici degli attestati di rendimento energetico e di altre informazioni pertinenti.
4. la messa a regime dell'ispezione periodica delle caldaie e degli impianti centralizzati di aria condizionata negli edifici nonché la valutazione degli impianti di riscaldamento dotati di caldaie installate da oltre 15 anni.

Gli Stati membri dell’Unione Europea hanno predisposto incentivi finanziari e di altro tipo per l’effettuazione di interventi volti al miglioramento dell’efficienza termica. In essi sono previsti incentivi per l’installazione di contatori intelligenti e la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti, delle tubature di acqua calda e aria condizionata, con alternative ad alta efficienza quali le pompe di calore o sistemi basati su fonti rinnovabili. 
Alcune unità abitative sono escluse. Le case di piccole dimensioni (con una superficie che arriva a 50 metri quadri), case per vacanze utilizzate che consumano massimo il 25% del totale di energia dell’intero anno, edifici per attività religiose, fabbricati temporanei (per un massimo di due anni), laboratori, siti industriali, edifici agricoli a basso fabbisogno energetico ed edifici storici tutelati laddove gli interventi creerebbero alterazioni al loro aspetto.

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Documenti in rete 
Per vedere lo stato dell’arte sugli incentivi dedicati all’efficienza energetica in Italia c’è il sito dedicato dell’ENEA. Il Programma "Efficienza energetica: la soluzione 55%" ivi citato è stato approvato dalla Commissione Europea come Partner Ufficiale della campagna "Energia sostenibile per l'Europa".
Per un approccio più "normativo" si può consultare il seguente "Seminario sullaCertificazione energetica degli edifici" (in PDF - Università degli Studi di Napoli).
Riguardo la 2002/91CE potete anche consultare la scheda de Ilsole24ore.com
Potete inoltre consultare la Direttiva 2002/91/CE in PDF.

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giovedì 8 aprile 2010

Il fiore del futuro



( pezzo tratto da EcoFriend )
Un gruppo di architetti londinesi (Tonkin Liu) ha completato una scultura di un fiore di metallo ad energia eolica che è stato installato di fianco al fiume Mersey in Inghilterra. Il progetto è stato finanziato dalla North West Development Agency come parte di un più grande programma (Waterfront Regeneration Program) per pulire il territorio di Southern Widnes, Cheshire.



 
Etichettata come Future Flower, la scultura, alta 14 metri, ha petali fatti con acciaio perforato e galvanizzato. Fatto di triangoli e pentagoni, la struttura perforate in acciaio è nella forma di un icosidodecaedro sul quale sono fissati 120 petali in acciaio perforato. La scultura presenta anche una turbine eolica che genera energia elettrica rinnovabile per illuminare la scultura.

I designer credono che a una velocità di circa 8-10 km/h, la turbine genera elettricità che illumina le luci a LED del Future Flower. Come simbolo universale il fiore incarna l’ottimismo per il futuro di Widnes, mentre le sue caratteristiche abbracciano il futuro dell’energia rinnovabile.
( Traduzione: Franz Amigoni, The Green Agenda )
Altre immagini del Future Flower su flickr.

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mercoledì 7 aprile 2010

8 consigli per l’acquirente eco-consapevole

( traduzione di un post apparso sul blog di Taiga Company )

Avete notato che “verde” è dappertutto? Vai in un supermercato e ci sono prodotti “”verdi” di fianco a quelli tradizionali. Le pubblicità sulle autostrade promuovono case “verdi”. Come si fa a sapere quali prodotti abbracciano i concetti di sostenibilità al contrario di ciò che fanno i prodotti tradizionali? 

Si parla di frequente nella nostra società di consulenza del fatto che spesso non è chiaro cosa sia un prodotto verde. Le Etichette Ecologiche aiutano ma c’è ancora difformità nelle certificazioni. In aggiunta, gli annunci ambientali sull’imballaggio variano in credibilità. Per aiutare a dissolvere la confusione […] definiamo verde quel prodotto che ha le stesse o migliori caratteristiche del prodotto standard, con un costo competitivo ma un impatto ambientale minore.

L’accesso all’informazione ha messo il consumatore al posto di guida e per coloro che hanno uno stile di vita sostenibile, c’è modo di usare gli acquisti per sostenere i business eco-sostenibili. Seguendo questi 8 consigli per migliorare la eco-consapevolezza dell’acquirente.
 
 1.      Uno strumento completo che fornisce fonti di informazione affidabili sugli impatti sulla salute, sull’ambiente e sulla società è la GoodGuide.
2.      Ricercate prima di comprare. Per oggetti non frequenti, prendete il vostro tempo per valutare le opzioni sul campo, tenendo conto di tutto il ciclo vitale del prodotto. Quanta energia è usata nel produrlo? Quale è il consuimo di energia per l’utilizzo che ne faretre? Come sarà scartato alla fine dell’utilizzo? Paragonate i prodotti con la eco-consapevolezza in mente.
3.      Comprate locale e comprate in grandi quantità (prendete ad esempio i gruppi di acquisto solidale, G.A.S., potete iniziare da qui: http://www.retegas.org/ ). Sostenere i mercati locali elimina il bisogno del trasporto a lunga distanza delle merci.
4.      Comprate organico. Acquistare merce certificate con etichette organiche è un’altra via per portare uno stile eco-consapevole nella vostra vita. Comprare organico significa meno pesticide nelle falde acquifere e miglior salute per la vostra famiglia.
5.      Comprate FairTrade. Farlo aiuta la fine degli abusi quail il lavoro minorile e la schiavitù.
6.      Comprate prodotti da materiali sostenibili come il bamboo. Acquistate prodotti che non prevedano test su animali, oppure quelli fatti grazie all’utilizzo di sorgenti rinnovabili e avvolte in imballaggi riciclabili e/o minimi.
7.      Acquisti elettronici. Considerate l’acquisto di beni già acquistati da qualcun altro. E’ una cosa che aiuta il concetto sostenibili di riciclo. EBay e Craig’s List sono due buone fonti. Chiedete ai negozi di elettronica sulle opzioni di riciclo di modelli più vecchi.  
8.  Alzate la voce. Le aziende stanno ascoltando. Usate i social media per connettervi con le aziende per comunicare le vostre preferenze ed esperienze. I consumatori sono i maggiori portatori di richieste di modifiche che vanno nel verso della eco-sostenibilità.

( traduzione di Franz Amigoni )
  


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Il circuito sostenibile di Best Up


"Progettare e sperimentare buone pratiche: dal bilancio etico-ambientale, a eventi progettati e gestiti in modo sostenibile, a sistemi di informazione-comunicazione e formazione che intendono diffondere e valorizzare la visione sistemica del ciclo di vita dei prodotti-processi." (dal sito del Circuito Sostenibile). Prodotti, iniziative, cicli di vita. Informatevi sul circuito sostenibile di Best Up.
CHI E’ BEST UP?

Best Up indica la necessità di unire la cultura dell'equità e della sostenibilità con estetica, creatività, gusto, stili di vita. […] Best Up è un invito a svegliarsi, darsi una mossa, assumere la questione della sostenibilità. Bellezza, equità e responsabilità sociale possono sdoganare la sostenibilità dalle nicchie del tecnologismo e da un’ideologia pauperistica e minoritaria. Bellezza ed equità possono creare ponti, rendere appetibili contenuti e comportamenti innovativi, ricondurre la questione ambientale alla quotidianità delle scelte e dei comportamenti.
Maggiori info su BestUp.it

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