lunedì 17 maggio 2010

Donna: Sostenibile vita


(La semplicità di un diritto)

Questo post non parla di ambiente naturale ma di quello sociale. E in particolare di un ambito sostenibile dell’ambiente sociale: una Fondazione Onlus che si occupa delle donne.



La fondazione Pangea Onlus mette al centro della sua azione i diritti umani, in particolare con progetti mirati al sostegno economico e morale delle donne. Per la loro emancipazione. Non a caso il claim del sito è “La vita riparte da una donna”.



Preso dalla pagina “Chi siamo” sul sito di Pangea Onlus si può leggere che l’obiettivo della fondazione è “favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle Donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l'istruzione, l'educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l'educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro-finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito”.

Ho conosciuto Pangea Onlus ascoltando Luca Lo Presti, presidente della Fondazione, durante la trasmissione numero 100 di Passengers su Lifegate. La storia di Laila, che Luca ha presentato, è paradigmatica. Donna afghana, la sua condizione in vita equivaleva in pratica ad essere socialmente morta: costretta a vendere il suo corpo per sostentare 5 figli, viveva in una casa che erano tre muri ed un tetto di cellophane. Il fatto di vendere il proprio corpo la esponeva al rischio tangibile e serio di essere uccisa sul posto. Bastava che un cliente dicesse che era stata lei a provocare. L’incontro con Pangea e la partecipazione di Laila alle attività la esponeva ancora a rischi molto gravi. Luca lo fece presente a Laila, ma lei rispose che era già morta e che non le importava dei rischi. Oggi, dopo sette anni di lavoro, partiti da un progetto di microcredito, Laila è inserita nel progetto di Pangea con ruoli di responsabilità.

Coglievo - nelle parole di Luca Lo Presti trasmesse dal Magic Bus - la soddisfazione e l’orgoglio per questo conseguimento e devo dire che la storia colpisce. Un lavoro ben fatto. Approfitto per fare i complimenti per l’aiuto concreto e la speranza donata attraverso i gesti e i fatti. Oggi la fondazione Pangea Onlus, partita nel 2002, è una realtà importante e un punto di riferimento per le donne e la loro emancipazione.

Troppo spesso si dimentica che- come dice Eugenio Finardi in una canzone – “uomo e donna, in fondo, sono uguali” (pari diritti e pari doveri). Ma l’uomo occidentale, quello "moderno" e "ricco", spesso prevarica la donna mutuando immutabile una relazione uomo-donna che non ha senso di essere in una società come quella in cui ci troviamo a vivere. Ribadire l’uguaglianza (e la volontà di uguaglianza ) tra uomo e donna è importante: anche per questo il lavoro di Pangea è fondamentale.



Non di solo di donne afghane si occupa la fondazione Pangea Onlus. Tra i progetti sparsi nel mondo vi sono progetti anche in Italia, dove si può ricordare il dato sconcertante di quasi sette milioni di donne che hanno subito un abuso nella loro vita Qui trovate la pagina relativa al PangeaProgettoItalia.

Voglio chiudere citando un’altra frase che si può trovare sul sito: "Una Donna è una moltiplicatrice di benessere nella società in cui vive, è il nodo di una rete sociale e di solidarietà."


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