martedì 11 maggio 2010

Deepwater Horizon, una cronologia

"Deepwater Horizon. E' l'ora delle inchieste"
(di Stefano Carnazzi, da
LifeGate.it)

10 maggio: si aprono le inchieste condotte congiuntamente dal Minerals Management Service (MMS) e dalla US Coast Guard (USCG) per identificare i fattori che hanno condotto al disastro.



Nuova stima dei danni: 10 miliardi di dollari.

10 maggio
I responsabili dell'indagine sono David Dykes del MMS e il capitano Hung Hguyen della USCG. Le due organizzazioni condividono la giurisdizione sulle acque extraterritoriali e hanno già stilato un memorandum su ruoli e responsabiiltà. La prima udienza pubblica è fissata per l'11 maggio, ore 8 a.m., a Kenner, Louisiana. Intanto, il Financial Times pubblica nuove stime: BP detiene il 65% della licenza areale Mississippi Canyon Block 252 insieme ad Anadarko (25%) e Mitsui (10%), responsabili in proporzione alle loro quote. Ai 350 milioni già spesi, si sommano le spese per le operazioni di superficie e i solventi, 6 milioni di dollari al giorno. Inoltre, secondo la legge Usa, BP dovrà risarcire il danno ecologico e rimborsare la guardia costiera e le altre agenzie governative.


9 maggio
BP valuta come procedere, dopo che un accumulo di gas nella cupola ha costretto gli ingegneri a sospendere le operazioni per posizionare la camera a quattro piani sulla falla, la migliore soluzione a breve termine trovata dalla compagnia per fermare la perdita. La cupola è stata lasciata sul fondale. La riflessione potrebbe prendere un paio di giorni. Dalla falla si riversano in acqua almeno 5.000 barili di greggio al giorno.

7 maggio
Nonostante l'apposizione della cupola, si disperdono 5000 barili di greggio al giorno. Il team d'emergenza tenta un nuovo incendio controllato. Crescono le preoccupazioni per i solventi ("chemical dispersant") usati per sciogliere il greggio. The Guardian: "potrebbero causare mutazioni genetiche e cancro". New York Times: "è uno dei più grandi e aggressivi esperimenti sui solventi chimici mai condotti nella storia, forse del mondo”. Richard Charter, Defenders of Wildlife: "Non dico che non si debba fare. E' che non abbiamo buone alternative". Wired critica la decisione di usare il Corexit 9500 invece del Dispersit.

5 maggio
Bob Fryar, coordinatore degli interventi per conto della BP: "I dispositivi anti-perdite hanno un sacco di sistemi di emergenza, ci sono molte opzioni per chiudere. Nessuna di queste ha funzionato". Entro 4 giorni si conta di calare sulla perdita una cupola di cemento con in cima una tubazione che incanali il greggio in superficie con meno perdite. Un'altra cupola dovrebbe essere calata sula terza falla alla base del tubo, dai due ai quattro giorni dopo. La manovra (tagliare il tubo spezzato e tapparlo) dovrebbe essere eseguita da robot collegati con le navi appoggio in superficie ma è estremamente rischiosa: la pressione del petrolio è molto forte e tagliando il tubo il flusso potrebbe aumentare! Si pensa anche di scavare nuovi pozzi sul fondale per iniettare liquido pesante nella cavità del giacimento. Per il terzo giorno si sparge un solvente chimico sul petrolio appena fuoriesce dalla perdita principale. L'impatto sull'ambiente dei prodotti chimici usati per la bonifica tuttavia non è noto.

3 maggio
Continua alla borsa di New York la caduta a picco del valore delle azioni delle due aziende co-responsabili della piattaforma Deepwater Horizon: BP plc (NYE:BP) e Transocean Inc. (NYE:RIG) hanno perso, a partire dal 20 aprile, circa il 20% del valore. BP - 8 dollari per azione, Transocean - 18 dollari per azione, Anadarko - 3 dollari, Cameron Intl. - 7,50 dollari.

2 maggio
Una "catastrofe forse senza precedenti". Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, arrivato in Louisiana per un sopralluogo di persona nell’area, definisce così la marea nera che sta abbattendosi sulle coste. Il ministro dell’Interno Mike Salazar stima tre mesi solo per chiudere le falle. Il presidente di Bp America, Lamar McKay, intervenuto al programma "This Week", sull’emittente ABC, difende la sua compagnia: l’incidente è stato provocato "da un pezzo difettoso dell’equipaggiamento". La Guardia Costiera: impossibile quantificare il petrolio fuoriuscito.

30 aprile
La marea nera spaventa Obama. L'amministrazione Usa non autorizzerà nuove perforazioni petrolifere fino a quando non saranno accertate le cause dell'esplosione del 20 aprile a bordo della piattaforma colata a picco al largo della Louisiana provocando la marea nera nel Golfo del Messico. Lo ha detto David Axelrod, consigliere del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

29 aprile
Altro che 160.000 litri al giorno: secondo le ultime stime dalle tubazioni rotte stanno eruttando 800.000 litri di petrolio al giorno, il disastro potrebbe essere superiore a quello della Exxon Valdez in Alaska 21 anni fa. La macchia oleosa si avvicina al delta del Mississippi e verso le coste di New Orleans che potrebbe toccare oggi: lunga 150 chilometri e larga 70, è grande come la Giamaica ed è visibile dallo spazio.

28 aprile
La marea nera si espande e si decide di appiccare il fuoco per un incendio contenitivo. In questo periodo, inoltre, nel Golfo del Messico è in corso la stagione riproduttiva del tonno rosso e sta cominciando quella di quattro specie di tartarughe marine. Nell’area sono presenti sei specie di balene e la fascia costiera della Lousiana ospita circa oltre due milioni di ettari di paludi, un ecosistema ricco e complesso. Solo tra qualche mese, quando la conduttura sarà chiusa, si saprà quanto petrolio sarà stato sversato nel Golfo del Messico: potrebbe essere un disastro superiore anche a quello della Haven.

26 aprile
Al momento dell'incidente sulla Deepwater Horizon erano presenti 126 persone, 17 sono rimaste ferite. Si sono definitivamente concluse il 26 aprile (con esito negativo) le ricerche delle 11 persone disperse, riferisce la Cnn.

23 aprile
I voli di ricognizione della Guardia Costiera Usa rilevano una macchia di 30 km quadrati a circa 60 km dalle coste della Louisiana. Riprendono le operazioni di contenimento interrotte a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Insieme con le 32 navi inviate da BP, sul posto è in azione anche un robot sottomarino, operativo tra le 24 e le 36 ore. Il petrolio in queste condizioni si emulsiona con l’acqua e le operazioni di recupero sono difficoltose.

22 aprile
Dopo un incendio, e con i soccorsi resi difficoltosi da onde alte due metri e mezzo, la piattaforma affonda, con il riversamento di mille barili di petrolio al giorno nell'oceano. Il sistema di blocco automatico, che avrebbe dovuto arrestare il flusso in caso di incidente, non ha funzionato.

20 aprile
Situata a circa 80 chilometri dalla costa della Louisiana, la Deepwater Horizon, piattaforma petrolifera BP,estraeva 8.000 barili al giorno al momento dell'incidente. Un'esplosione ha causato un incendio, e un tubo di trivellazione connesso alla struttura sarebbe la causa della fuoriuscita del petrolio nell'oceano. La compagnia petrolifera BP invia 32 navi nell'area per le prime operazioni di monitoraggio.





0 commenti: