martedì 27 aprile 2010

Ecocidio, crimine contro la pace



Propongo qui una mia traduzione di un articolo apparso il 9 Aprile su The Guardian (versione on-line). Vi si parla di ECOCIDIO, categoria penale applicabile tanto al disastro della DeepWater Horizon quanto a piccoli e grandi episodi di consumo delle risorse naturali. Per fare un esempio, il consumo del territorio in provincia di Milano.


Un’attivista inglese spinge sull’ONU affinchè accetti l’”Ecocidio” come crimine internazionale.





la proposta di dichiarare la distruzione di massa di un ecosistema crimine parificato al genocidio è stata lanciata da un avvocato


Una campagna per dichiarare crimine contro la pace la distruzione di massa di ecosistemi – al pari di genocidio e crimini contro l’umanità - è stata lanciata nel Regno Unito.

La proposta per le Nazioni Unite di accettare l’”Ecocidio” come quinto “crimine contro la pace” che può essere perseguito in sede della
Corte Penale Internazionale, è merito dell’avvocato britannico (diventata attivista) Polly Higgins.

L’idea radicale avrebbe profondo effetto sulle industrie accusate di arrecare danno all’ambiente come quelle dei carburanti fossili, delle miniere, dell’agricoltura, chimica e del legname.

I sostenitori di una nuova legge sull’Ecocidio credono anche che potrebbe essere usata per processare coloro che negano l’esistenza di problemi sul clima e che distorcono scienza e fatti per scoraggiare elettori e politici a attivarsi contro il riscaldamento globale e il cambiamento del clima.

“L’Ecocidio è in essenza la antitesi vera della vita” dice Higgins “Porta all’esaurimento delle risorse e dove c’è una escalation di esaurimento delle risorse, la guerra segue subito dopo. Dove questa distruzione è direttamente legato ad azioni dell’umanità,l’ecocidio può essere visto come crimine contro la pace”.

Higgins, un ex avvocato londinese specializzato in problemi legati al mondo del lavoro, ha già avuto successo alle Nazioni Unite con la Dichiarazione Universali dei Diritti Planetari, modellata sulla dichiarazione dei Diritti Umani. “Il mio punto di partenza era “come possiamo creare una regola doverosa nel curare il pianeta, un obbligo preventivo a non fare del male al pianeta?”

Dopo un lancio riuscito alle Nazioni Unite nel 2008, l’idea è stata adottata dal governo boliviano che proporrà un voto a sessione plenaria e Higgins ha preso in mano la sua campagna contro l’ecocidio.

L’ecocidio è già riconosciuto dai dizionari, ma la definizione di Higgins con maggior rilevanza legale suona così: “La distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio, vuoi per azione umana o per altre cause, a tal punto che il godimento pacifico da parte degli abitanti di quel territorio sono diminuiti drasticamente”.

La Corte Penale Internazionale è stata istituita nel 2002 per crimini contro la pace: genocidio, crimini di guerra, crimini di aggressione (come ad esempio una guerra non provocata) e crimini contro l’umanità.

Higgins fa in modo che l’ecocidio si unisca a quella lista attraverso una semplice equazione: L’estrazione porta all’ecocidio, che porta all’esaurimento delle risorse e questo porta al conflitto. “Il collegamento è se tu continui a estrarre dalla tua proprietà, ci rimarrà ben poco e in breve andremo alla guerra sulla nostra proprietà, l’ultima che ci rimane” aggiunge Higgins che ha il supporto all’interno della Commissione Europea e dell’ONU e anche tra scienziati del clima, avvocati ambientalisti e gruppi di attivisti internazionali.

Sebbene ci sia un dibattito su quanto spesso si vada alla guerra su risorse come l’acqua, un numero crescente di importanti voci stanno discutendo il caso. Recentemente Sir David King, l’ex capo del gabinetto scientifico del Regno Unito, ha predetto un secolo di “guerre sulle risorse” e in risposta ad un report su conflitti a proposito di risorse da parte del gruppo Global Witness, Lesson Unlearned, l’ONU ha accetta molti degli argomenti.

Polemicamente Higgins sta suggerendo che l’ecocidio includa danni causati a qualsiasi specie, non solo quella umana. Questo, dice, fermerebbe i processi dall’essere fermati da lacciuoli legali sul fatto che siano colpiti degli esseri umani, come molti dei processi sull’ambiente si sono trovati ad essere. "Se tu imposti un crimine che è assoluto non puoi metterci anni a dibatterlo: prendi una porzione di suolo e se i test sono positivi allora è prova evidente di crimine”

Sotto una legge che preveda l’ecocidio, che sarebbe molto più potente perché sarebbe diretta contro individui e non contro società, le tradizionali compagnie energetiche dovrebbero diventare largamente compagnie che producono energia pulita, molte miniere estrattive dovrebbero essere ridotte o chiuse, la aziende chimiche che contaminano il suolo e l’acqua e uccidono la natura dovrebbero essere abbandonate e la deforestazione in larga scala non sarebbe possibile. "Sto soltanto rendermi conto e focalizzare con quanto sarebbe grande il cambiamento" ammette Higgins.

Higgins lancerà la sua campagna tramite un sito web -
thisisecocide.com – chiedendo il supporto globale per fare pressione sui governi nazionali per votare la legge proposta se accettata dalla commissione dell’ONU. La scadenza del testo è Gennaio e un voto è stato programmato su altri emendamenti per il 2012. Richiederà la maggioranza dei due terzi dei 197 stati membri per essere approvata.

Higgins spera che il sistema dell’ONU "un membro, un voto" aiuterà a superare l’opposizione di qualche nazione e interessi economici investiti. Crede anche che molti business vedono con favore una regolamentazione chiara perché temono un a reazione pubblica avversa nel futuro. A cita come, quando gli Stati Uniti entrarono nella WWII, i propri produttori di automobili – a fronte di una opposizione iniziale - fecero un numero di aerei 10 volte maggiore rispetto a quello richiesto originariamente. "Questo ti fa capire come l’industria può riconvertirsi molto velocemente”.

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